La Primavera di Botticelli, un capolavoro enigmatico

La Primavera è uno dei capolavori simbolo del Rinascimento Fiorentino, esposta oggi alla Galleria degli Uffizi.

E’ stata realizzata dal grande artista Sandro Botticelli su commissione della famiglia Medici ed è una tela imponente che misura oltre tre metri in larghezza e due metri in altezza. È tra le prime a rappresentare la “rinascita” degli ideali estetici propri dell’arte classica, ma il suo vero fascino risiede nell’alone di enigma che ancora oggi l’avvolge.

Nel dipinto, infatti, sono chiaramente rappresentati nove personaggi praticamente a grandezza naturale, tutti appartenenti alla cultura mitologica classica. Quello che è un po’ meno chiaro è il significato che questi personaggi e le loro azioni vogliono comunicare allo spettatore.

Sul senso generale della Primavera esistono varie interpretazioni, che sembrerebbero in un certo senso convivere all’interno del quadro.

Il mito di Flora

Nella parte destra è rappresentato un racconto di Ovidio, poeta latino, in cui si narra la nascita di Flora. Il vento Zefiro, primo personaggio sull destra, rapisce la ninfa Cloris, la ragazza dalla cui bocca escono fiori e si unisce a lei dando vita alla dea Flora, la figura femminile vestita con l’abito floreale.

Venere al centro

La figura centrale è Venere, dea dell’amore, rappresentato in questo caso come amore puro, che modera la forza materiale dell’amore carnale delle figure sulla destra. Al suo fianco le tre grazie, che con ogni probabilità raffigurano la castità, la bellezza e la voluttà, danzano, mentre Mercurio, ultimo personaggio sulla sinistra, le protegge tenendo lontane le nubi, simbolo dei turbamenti dell’intelletto.

Una scena, varie interpretazioni

La scena rappresentata è riconosciuta in maniera pressoché unanime, ma a livello allegorico al quadro sono state date varie interpretazioni filosofiche, oltre che significati riguardanti le vicende della famiglia committente, o la storia della città di Firenze.

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[Fonte immagine: www.uffizi.org]