Ogni angolo di Firenze ha una storia da raccontare e alcune di queste narrano di vicende molto particolari, al confine tra realtà e fantasia. Tra i tanti aneddoti tramandati nei secoli, ce ne sono due molto suggestivi e che hanno un elemento comune: l’apparizione del diavolo.
Perché sebbene siate liberissimi di non crederci, secondo la leggenda il diavolo è apparso a Firenze almeno due volte e ha lasciato le proprie tracce in città…
La prima apparizione
Siamo nel 1243 e una folla di fedeli si è radunata per ascoltare una predica di San Pietro Martire contro gli eretici, nell’attuale piazza della Repubblica. In quell’occasione un cavallo nero imbizzarrito si scagliò contro la folla provocando il panico. San Pietro, comprendendo che quel cavallo era in realtà una manifestazione del demonio, tese le braccia verso di esso facendo il segno della croce. Il gesto costrinse la bestia a ritirarsi e la sua figura scomparve nell’ombra, lungo la strada che conduce a piazza Strozzi.
Tra mito e realtà
All’angolo tra via de’ Vecchietti e via degli Strozzi (la strada che congiunge le due piazze) oggi c’è una statuetta in bronzo realizzata dal Giambologna, che tutti chiamano il diavoletto. Si narra che quando la famiglia Vecchietti incaricò l’artista fiammingo di restaurare il proprio palazzo nel 1584, volle anche posizionare questa statua (che in realtà rappresenta un satiro) per ricordare il luogo dove era avvenuto lo strano episodio.

Non solo, a suggello del ricordo di questa incredibile storia c’è un affresco (nell’immagine in alto) che la rappresenta. Il dipinto non a caso si trova sopra la loggia del Bigallo, il palazzo che fu la prima sede della Compagnia della Misericordia, fondata proprio da San Pietro Martire per ospitare un oratorio al pian terreno e un ricovero per i trovatelli al primo piano.
La seconda apparizione
In un giorno di un’epoca non definita, si racconta che un prete fosse inseguito dal diavolo, il quale voleva a tutti i costi prendergli l’anima. Fuggendo per le strade della città il povero sacerdote arrivò in piazza Duomo e qui trovò la sua salvezza. Una versione della storia dice infatti che il prete riuscì a nascondersi, entrando nella porta dei Canonici, ingresso laterale della Cattedrale. Un’altra versione invece racconta che il prete chiese ed ottenne dal diavolo la possibilità di pregare un’ultima volta…
Fatto sta che una volta entrato in chiesa, il prete sfuggì al demonio uscendo da un’altra porta e che da allora il diavolo, stanco di aspettare e arrabbiato, iniziò a sbuffare talmente forte da creare un turbine di vento.

La suggestione
Ebbene ancora oggi, nella via che accede alla piazza dal lato della porta dei Canonici (via dello Studio), spira sempre una leggera brezza che nei giorni ventosi si fa molto più consistente e che secondo la tradizione è la testimonianza di quello strano episodio in cui il diavolo è stato ingannato. Non a caso i fiorentini lo chiamano il “rifrullo del diavolo”.
Appunti di viaggio
- Il diavoletto del Giambologna lo trovate all’angolo tra via dei Vecchietti e via degli Strozzi, accanto a piazza Strozzi. È una copia dell’originale che si trova al Museo Bardini.
- L’affresco che rappresenta l’apparizione del diavolo a San Pietro Martire lo potete ammirare alla loggia del Bigallo, in piazza Duomo, all’angolo di via de’ Calzaiuoli.
- Il rifrullo, invece, lo sentirete camminando a fianco del lato destro del Duomo (quello del campanile di Giotto) e in particolar modo in via dello Studio, un vicolo che arriva in piazza su quel lato.
Vi aspettiamo a Firenze per viaggiare con voi nel tempo e raccontarvi altre storie meravigliose.